Quando il buio esteriore rivela quello interiore
Lo scorso 12 agosto 2026 c’è stata un’eclissi solare in Italia e in Europa come non si vedeva dal 1999. Tra l’altro, molto suggestiva perché proprio in coincidenza del tramonto. E perfino nel giorno di picco dello sciame meteoritico delle Perseidi.
Insomma, è stato un evento particolare. Sia a livello collettivo che a livello personale: l’ultima eclissi l’avevo vista, di sfuggita, 27 anni fa.
Ma non è stato questo a farmi venire il desiderio di scrivere questo articolo. No, no. È stato ben altro.
È stato il grandissimo polverone che si è sollevato intorno a questo fenomeno. E, ancora più in particolare, il fatto che questo polverone si è sollevato quasi esclusivamente fra quelle persone che credevo (e speravo) avessero tutto un altro sistema di credenze nei confronti di certe cose.
Il gran polverone ha riguardato questa semplice questione: ma le eclissi sono dannose o no? Si possono tranquillamente osservare, o sarebbe meglio evitare di guardarle perfino in fotografia? Ovviamente, qui stiamo parlando delle eclissi da un punto di vista spirituale e astrologico, non materiale e astronomico.
E così mi sono divertito a raccogliere le opinioni che circolavano, fra quelle dei maestri e quelle della gente comune, fra quelle di un “partito” e quelle di un altro. E, alla fine, mi sono costruito la mia.
Motivi per non guardare le eclissi
1. Lo dicevano gli antichi

Vero. Molti popoli antichi, di ogni tempo e di ogni luogo, interpretavano le eclissi come fenomeni negativi. Tanto da imbastire dei rituali collettivi per far sparire il fenomeno e per favorire il ritorno del Sole e della Luna.
E vera anche un’altra cosa. Le conoscenze antiche, frutto più della pratica che della teoria, più dell’intuito che della mente, spesso la sanno più lunga di tante conoscenze moderne, in ogni ambito della vita.
Però, attenzione. Perché il rischio di generalizzare, di semplificare, di vedere come al solito il mondo in bianco e nero, è dietro l’angolo. Un mondo dove alcune cose o persone sono sempre giuste e vere, e altre sono sempre sbagliate e false, è molto semplice e rassicurante. Ma ho una notizia: non esiste. È un’illusione gustosa per le nostre paure, e basta. L’equazione “credenza antica = giusta” non è per forza vera ogni volta.
I nostri antenati hanno capito prima e meglio di noi molte cose. Ma erano anche quelli che pensavano che la Terra fosse piatta e al centro dell’Universo. Che il mondo fosse stato creato in pochi giorni. O che le mosche nascessero dalla carne e i topi dalla paglia.
Io penso che, in questo caso, molti stiano commettendo lo stesso errore di quando si parla di argomenti come l’Archeologia Misteriosa: l’incapacità di empatizzare, di mettersi nei panni delle persone di quel tempo.
Quelle persone non avevano la conoscenza che abbiamo noi oggi sulla natura di Terra, Luna, pianeti, Sole, Sistema Solare, stelle, galassie, Universo, eccetera. Per loro non era affatto scontato che ogni giorno il Sole sorgesse, che le stagioni si alternassero, o che la luce tornasse a splendere dopo i pochi minuti di un’eclissi.
Però, allo stesso tempo, avevano capito che da questi “oggetti” dipendeva la loro vita. E, se ne va della tua vita…che dici? Ce l’hai una motivazione abbastanza sufficiente per costruire un calcolatore astronomico come Stonehenge, o per temere l’oscuramento del Sole durante un’eclissi? Io direi di sì.
Perciò sì, i popoli antichi, spesso, temevano le eclissi. Ma questo non vuol dire per forza che fosse giusto temerle, né tantomeno che lo sia oggi.
2. Lo dicono i maestri Tizio, Caio e Sempronio

Molti “maestri spirituali” (Rudolf Steiner in vetta alla classifica dei più citati) hanno detto la loro su questo fenomeno, sconsigliando di guardare l’eclissi. E questo, secondo alcuni, sarebbe un valido motivo per crederlo a loro volta.
Se è per questo, ci sono anche tanti maestri che hanno detto la loro pensandola esattamente all’opposto: guardate pure l’eclissi. E quindi?
Il punto è che, anche qui, si sta commettendo lo stesso errore dei popoli antichi: “Credenza del maestro = giusta”. Per forza. Sempre e comunque. Le loro parole come le Tavole della Legge.
Non so come la vedete voi ma, per me, i “maestri”, prima di ogni altra cosa, sono persone. Come me e come voi. Non sono Eroi. Non sono Santi. Non sono Illuminati. Sono uomini e donne. E, come tutti, hanno anche loro Luci e Ombre. Anche loro sono qua per imparare. Anche loro sbagliano.
E, soprattutto, anche loro, come tutti noi, stanno facendo quel percorso, quel Viaggio dell’Eroe che porterà, infine, a trovare il perfetto equilibrio fra Spirito e Materia: un Viaggio che nessuno può capire con i numeri o con le congetture, ma solo attraversandolo con l’esperienza.
Insomma, detto in altre parole…
Quando parliamo di spiritualità, siamo di fronte a qualcosa per cui siamo tutti sulla stessa barca. Ognuno cerca di capirci quello che può, ma è una “materia scolastica” senza “libri di testo” di riferimento e senza “professori” da interpellare. Anche i maestri, quindi, stanno cercando di capirci qualcosa a loro volta, facendo le loro esperienze e costruendo le proprie teorie. Le loro teorie, quindi, consideriamole, certamente. Ma non crediamo mai che siano oro colato.
3. Lo hanno scritto su un profilo social

Ho perso il conto dei post, degli audio e dei video ricondivisi o inoltrati che ho visto o che ho ricevuto.
Ecco, qui il problema è diverso. È proprio una questione di superficialità, di ingenuità e di bias cognitivi. Che ricorre per molti altri argomenti, non solo per questo.
Cioè: vedo un contenuto pubblicato, per esempio, da una pagina Facebook o da un canale YouTube, quindi è vero, faccio miei i suoi concetti e lo condivido con tutti passandolo per verità.
Domanda: ma avete mai guardato davvero bene a chi c’è dietro a quel profilo social?
Ve lo dico io. Se guardate bene davvero, spesso si tratta di profili completamente anonimi. Nessuna faccia. Nessun nome e cognome. Nessun titolo (anche se i titoli, lo dico io per primo, contano fino a un certo punto). Contenuti che, il più delle volte, non sono originali, sono semplicemente una ricondivisione di qualcun altro. E poi immagini, video, testi e perfino audio generati con l’intelligenza artificiale.
E voi, queste, le considerate fonti affidabili? Specialmente su argomenti come questi? Un profilo del genere, oggi, grazie all’AI, sarebbe capace di farlo anche il primo evaso di prigione. E abbiamo appena detto che perfino il migliore dei maestri potrebbe sbagliare. Figuriamoci cosa può uscire dalla bocca di uno così!
E se fosse un profilo con volto, nome e cognome? Già meglio. Ma la domanda rimane la stessa: avete cercato informazioni su chi sia quella persona? O credete a tutto quello che dice solo perché conferma quello in cui vi fa comodo credere?
4. Lo fa la massa, lo dicono i media, ne parla il Sistema

Ed eccoci di nuovo al mondo spaccato in bianco e nero!
Non c’è alcun dubbio. Spesso, i media ufficiali sparano più stronzate di Pinocchio. Quando una cosa è condivisa dai più, è molto probabile che sia spazzatura. E i Governi fanno per lo più i propri interessi, piuttosto che quelli del popolo.
Ma, ancora una volta: bianco e nero non esistono! Se da un lato è vero questo, dall’altro è anche vero che non è sempre così.
Decine, centinaia, o migliaia di anni fa, erano in pochi a credere che ci fossero altre terre oltre lo Stretto di Gibilterra. Che la Terra fosse tonda e che ruotasse intorno al Sole. Che il mondo e la vita fossero vecchi di miliardi di anni. Che i continenti si spostassero. Che l’Universo avesse un inizio e una dimensione finita. Che lo spazio e il tempo fossero relativi. Oggi lo credono (quasi) tutti, lo dicono i media, ne parla il Sistema. Eppure, sono teorie comprovate.
Come al solito, ragionare e giudicare secondo schemi fissi è facile. Dover sempre vedere caso per caso, cogliere le sfumature, è più difficile. Ma il mondo, che ci piaccia o no, è fatto da sfumature.
5. Energie e/o Entità negative

Non entro nel dettaglio di questa motivazione perché sarebbe una storia troppo lunga. E perché il punto non sta nel quali siano nello specifico. Il punto è doppio.
Il primo punto lo spiegherò meglio dopo, nelle motivazioni per guardare le eclissi. Qui mi limito a sintetizzarlo con questa frase: in natura non esistono energie negative, distruttive, malefiche, o qualsiasi altro sinonimo vogliate.
Il secondo punto è che, per quanto mi riguarda, fino ad oggi non ho ancora trovato un motivo per credere che possano esistere entità negative, nemiche della vita, dell’umanità e dell’evoluzione universale. Secondo me, tutto quello che, oggi come ieri, viene chiamato entità, spirito, essere, presenza, creatura, forma, forza, ecc, è una proiezione, una personificazione. Un modo per dare un nome e un aspetto a fenomeni esteriori naturali e fenomeni interiori umani. Un modo per “umanizzare” quello che in psicologia si chiamerebbe “archetipo”.
Soprattutto, un modo per poter dare meriti e colpe di quello che succede a noi, agli altri e al mondo a qualcosa che è esterno a noi, che non dipende da noi e che agisce con uno scopo preciso, piuttosto che darli a noi stessi, agli altri, o a fenomeni sociali o naturali che avvengono senza alcun controllo da parte nostra.
Un giorno cambierò idea? Forse. Sono una persona dalla mentalità critica e aperta. Ma, per quello che ho vissuto fino ad oggi, escludo anche questo come motivo per non osservare un’eclissi.
Motivi per guardare le eclissi
1. Anche se non la guardi, il suo effetto lo senti lo stesso

Un’eclissi è un fenomeno astronomico. Giusto? Quindi è anche un fenomeno astrologico. Giusto? Su questo penso che siamo (quasi) tutti d’accordo.
Quando ci sono Lune Piene, Nuove, Crescenti, Decrescenti, oppure congiunzioni, opposizioni, quadrature, transiti, ecc…cambia qualcosa se noi li osserviamo o non li osserviamo, o se sappiamo o non sappiamo che ci sono? Direi proprio di no. L’effetto che possono avere su di noi possono avercelo comunque.
E, allora, mi domando: perché con le eclissi dovrebbe essere diverso?
Sì, sì, lo so cosa state per dire. Che antichi popoli ed esperti maestri saprebbero tirarmi fuori tante spiegazioni quanti sono i cuccioli della “Carica dei 101”.
Ma quante e quali siano le spiegazioni non ha importanza. La questione è molto più generale: perché mai, fra tutti i fenomeni astrologici, ce ne dovrebbe essere uno che fa eccezione? Com’è possibile che un fenomeno di scala cosmica possa non avere alcun effetto su di te solo perché decidi di non guardarlo?
Sinceramente, qualsiasi sia la spiegazione, alle sue spalle io ci vedo una forzatura. Un modo per “cantarsela e suonarsela” come si preferisce.
2. L’Universo è sempre dalla nostra parte

Quando ci succedono cose che non ci piacciono, è difficile accettarlo. Eppure, anche in quei casi, quelle cose accadono a fin di bene. Accadono per aprirci gli occhi. Per farci capire come possiamo essere cento volte migliori, più sani e più felici di come siamo in quel momento.
Quel Sistema Complesso che chiamiamo “Universo” non è un tiranno sadico che si diverte a farci soffrire per diletto e che ci toglie di mezzo quando si è stufato del giocattolo. E non è nemmeno un bambino dispettoso. L’Universo è un vecchio saggio, che vuole ognuno di noi qui per un nobile scopo. Dato che stiamo parlando di astrologia, basta andare a guardare un Tema Natale qualsiasi per rendersene conto: per tutti, indistintamente, sono previsti poteri e limiti, Luci e Ombre, grandi progetti e grandi sfide.
Perciò, anche i fenomeni astrologici non sono mai negativi. Un transito, una quadratura o un’opposizione possono metterci tanti bastoni fra le ruote, questo è vero. Ma non è perché l’Universo ci gioca un tiro mancino, o perché ci sono entità anti-universali che cercano di sabotare il suo piano. Quei bastoni fra le ruote sono correzioni di rotta, non punizioni né maledizioni. Sono spilli sotto il piede, pizzicotti, solletichi, zanzare nell’orecchio, punture, pruriti, schiaffi, torcicolli. Dei fastidi che ci stanno dicendo: “Ehi, lo vedi dove stai sbagliando? E lo vedi tutto il bello che ti attende se lo cambi?”.
Fra l’altro, vorrei far notare che, in alcuni luoghi, si è verificata una curiosa coincidenza, il giorno dell’eclissi.
Pochi minuti prima dell’evento, cielo coperto di nuvole nere, pioggia battente, vento forte, temperature crollate di dieci gradi nel giro di mezz’ora, perfino la grandine – ed erano settimane che non si vedeva una nuvola! Giusto negli ultimi minuti del fenomeno, poi, quando meglio si vedeva la Luna passare di fronte al Sole, ecco che le nuvole si diradano e si riesce ad ammirare tutto.
Se ammettiamo che il caso non esiste…allora cos’è stato? L’Universo che sabotava sé stesso? Forze benigne che cercavano di opporsi alle maligne? Più probabile che fosse un test.
Di fronte a quel meteo, molte persone hanno rinunciato. Se avevano organizzato di andare in un posto per vedere l’eclissi, non sono neanche partite. Altre ci sono andate, ma poi hanno fatto dietro-front. Solo in poche hanno avuto il coraggio di affrontare il meteo e la fiducia di riuscire a vedere l’evento.
Se andate a cercare il significato spirituale delle eclissi, allora potremmo dire che il significato del test fosse questo: quanti hanno il coraggio di guardare in faccia la propria Ombra? Quanti hanno la determinazione di farlo anche se messi di fronte alla scusa perfetta per evitarlo? E quanti hanno la fede in sé e negli eventi di poter far brillare la propria Luce?
3. Bisogna guardare al quadro generale

Questa è forse la parte che mi sorprende di più.
Quasi tutte le persone che, in questi giorni, hanno bisticciato sul tema eclissi come una coppia di sposi in crisi, sono persone che quantomeno conoscono il concetto di “olismo”, se va bene lo applicano anche nella loro vita.
Eppure, di fronte alle eclissi, tutto questo olismo finisce nel dimenticatoio.
Mi spiego meglio.
Finché si tratta, per esempio, di un’eruzione cutanea, tutti d’accordo che, per capirla fino in fondo, bisogna andare a guardare lo stile di vita, l’alimentazione, l’ambiente in cui vive, la gestione della propria psiche, la qualità delle relazioni umane, e tante altre cose di quella persona. Giusto?
Se, però, bisogna capire un’eclissi…ci si ferma solo ad analizzare l’eclissi. Chi se ne frega della Fase Lunare, dell’ora del giorno, del Segno Zodiacale del periodo, dei transiti e degli aspetti dei pianeti, eccetera, eccetera.
Se vi siete resi conto della contraddizione, vi do un consiglio: andate a cercare articoli o video che analizzano tutto il cielo del periodo, e vedrete che anche questa eclissi ha un significato profondo e positivo…anche se mette dei bastoni fra le ruote.
La verità è una ricetta

Chi ha ragione? Chi ha torto?
C’è chi tira in ballo l’effetto placebo e nocebo. E c’è chi dice che ognuno ha la sua verità relativa, perché non esistono verità assolute.
Ed eccoci un’altra volta al bianco-nero!
Io penso che la realtà sia fatta di verità soggettive e oggettive, relative e assolute. Ci sono entrambe le tipologie, non una soltanto. Un bicchiere d’acqua ti fa bene a prescindere. Un bicchiere di latte può farti bene o male a seconda che tu sia intollerante o no. Un bicchiere di benzina ti fa male a prescindere. Le tue convinzioni personali in proposito contano quanto il due di picche quando la briscola è a cuori.
Come dico sempre, la verità è una ricetta fatta di intuito, esperienza e ricerca. Cioè: sensazioni personali, esperienza diretta e indiretta, e un pochino di studio. Se tutte e tre sono di qualità e puntano nella stessa direzione, allora ci sta che siamo di fronte alla verità. Se la qualità è pessima, o se qualcuna punta in direzioni diverse, allora facciamo attenzione.
E questa eclissi del 12 agosto 2026, allora? Beh, fra chi l’ha vista e chi non l’ha vista, ognuno potrà vedere nella propria vita quello che porta.

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